RED RIDING HOOD, la nuova versione.


Giungerà la prossima settimana nelle sale questa pellicola americana che ha già guadagnato più di quindici milioni di dollari e che porta con sè un grande strascico di aspettative. Purtroppo però vi troverete a fare i conti  con un film tragicamen- te inutile, privo di mordente, intrecciato nel plot  e che delude ogni aspettativa. Cercavate scenari angoscianti e gotici? Niente da fare, a malapena si raggiungono similitudini con il villaggio dei Carpazi che compariva nel favoloso “The Keep”  (La fortezza nera), qui ci si deve accontentare di strani alberi puntuti e un classico paesino uscito dai quadri di Brueghel. Cercavate immagini oniriche e capaci di afferrare lo spettatore? Non c’è speranza, tutto quello che desideravate lo avete già avuto, in abbondanza, con il più bel film fantasy che abbia mai calcato le scene, quel “In compagnia dei lupi” di Neil Jordan, dove il sogno si diluiva nella realtà, le pulsioni sessuali dell’adolescenza si mescolavano all’orrore della licantropia e ogni immagine dava l’impressione di poter far nascere un film a sè. Qui purtroppo ci si perde in un intreccio narrativo confusionario, e sembra addirittura un poliziesco anzi che un horror fiabesco, ci si ritrova a rimpiangere ben altre scene – e penso a frate“I fratelli Grimm  e l’incantevole strega”, nel quale la sequenza del bambino la cui faccia si liquefa e diventa un pupazzo privo di bocca è tra le più orrende mai viste – e non parliamo poi del Lupo Mannaro. Vi ricorderà, mentre sarete indecisi se sorridere o sbadigliare, persino il Grande Lupo Nero de “La Storia Infinita”; si finisce per rimpiangere i più bei lupi mannari che il cinema ci ha dato, i protagonisti della trilogia di “Underworld”.  Unica nota positiva di tutto il film, e francamente è comunque molto poco per giustificarne la visione, è la abbagliante bellezza di Amanda Seyfried, che riporta i nostri cuori di cinefili a certe inarrivabili star degli anni d’oro del cinema in bianco e nero come Veronica Lake, capace di lanciare occhiate al calor bianco nascoste sotto una parvenza verginale. Ma nel complesso questo RED RIDING HOOD,  diretto da Catherine Hardwicke e che pure si avvale nel cast di una vecchia volpe degli schermi come Gary Oldman, lascia allibiti e insoddisfatti, non aggiungendo alcunchè di nuovo alle centinaia di film horror e fantasy prodotti . Giudizio quasi totalmente negativo quindi, lasciate perdere…

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Una risposta a RED RIDING HOOD, la nuova versione.

  1. Johng950 ha detto:

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