VANISHING ON 7h STREET


Diretto da Brad Anderson e scritto da Anthony Jaswinski, un nuovo horror bussa alle porte delle sale cinematografiche, con buone speranze di successo.    Il plot può sembrare risaputo, classica e subitanea immersione dello spettatore nel mezzo di una catastrofe di proporzioni mondiali, il calare del buio su tutto e l’inquietante presenza di ombre al suo interno. Ombre che da minacciose si fanno mortali, visto che tutti gli esseri umani che incappano in esse svaniscono lasciando solo i vestiti in terra. Non c’è una motivazione spiegata, inutile tentare di capire, si può solo subire e tentare di sopravvivere. Un ristretto gruppo di sopravvissuti si rifugia in un bar dove le luci ancora funzionano grazie ad un generatore e cerca di inventarsi una via di fuga, con rapide quanto disperate sortite all’esterno. L’ambientazione claustrofobica, il senso opprimente dell’ineluttabilità del lottare contro il Nulla , la buona caratterizzazione dei personaggi alle prese con la perdita dei loro cari e la paura, fanno del film un horror solido: purtroppo la mancanza di una spiegazione iniziale, che pure si poteva sopportare, fa il paio con un finale volutamente aperto, in stile THE LIVING DEAD, la nuova serie televisiva sugli zombie la cui prima stagione ha lasciato tutti insoddisfatti per come si è conclusa. Questo, al di là della logica del film fa seriamente sospettare che chi lo ha scritto non avesse le idee ben chiare e lascerà l’amaro in bocca al pubblico. Gli attori sono all’altezza, Christensen non eccezionale a differenza di John Leguizamo che ci regala una prova sofferta e credibile . Si è parlato in vari forum di quanto questo film sia rapportabile a Stephen King, con citazioni di varie sue opere ma sembra che tutti si siano scordati il punto massimo di incrocio con il Re, ovvero quell’unica nota di spiegazione di quanto sta accadendo, la parola CROATOAN che appare sui muri. Gli appassionati dei misteri irrisolti ricorderanno che CROATOAN fu l’unica parola trovata incisa su un albero quando John White tornò a visitare la colonia inglese fondata da Raleigh nel 1587 su un isola della costa del Nord America e non trovò più nessuno dei cento abitanti, uomini, donne e bambini. Tutto era stato lasciato al suo posto ma nessuna traccia di esseri umani. Solo quella parola che somigliava al nome di un’altra isola sulla quale , però, nessun segno dei coloni venne trovato. Da allora si sono susseguite infinite illazioni e ricerche in merito ma spiegazioni nessuna. CROATOAN è stato usato varie volte nei film e nei libri come spunto per dar vita ad horror gustosi e quello in cui maggiormente è presente, nella bibliografia di Stephen King, è LA TEMPESTA DEL SECOLO, curiosamente sfuggito ai cinefili. In conclusione VANISHING ON 7h STREET è un film che darà i brividi a chiunque abbia paura del buio ma potrà lasciare insoddisfatti gli spettatori più smaliziati. Siete avvertiti!

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