RARE EXPORTS A Christmas cult!


Non è ancora arrivato in Italia ma l’aspettativa è già molto forte, questo formidabile ed innovativo film finlandese, anticipato dal grande battage corso nel web grazie a due corti del 2003 e del 2005.  Jalmari Helander firma questo delizioso    horror che ribalta tutte le tradizionali credenze natalizie su Babbo Natale e ci lascia attoniti e completamente soddisfatti. La storia è intricata ma originale: un gruppo di operai scava per arrivare ad un enorme caverna creata dall’uomo e raggiungere e catturare quel che c’è dentro. All’esterno gli abitanti di un gruppuscolo di casette montane sono alle prese con il ritrovamento di tutte le loro renne d’allevamento morte e sbranate. La cosa li lascia senza il loro guadagno annuale e decidono di rifarsi sugli speleologi ma…cosa c’era dentro la caverna? L’intuizione è chiara se teniamo conto dell’inizio dove vediamo uno dei loro bambini esaminare con terrore antichi libri dove viene svelato che Babbo Natale era in origine un enorme demone che rapiva i bambini che erano stati cattivi per sottoporli ad orride punizioni, persino mortali.  Fortissimo lo stato di tensione che si crea nello spettatore nel vedere il bambino corazzarsi per proteggersi (meraviglioso scambio di frasi tra il padre che lo vede così   conciato e il bambino: – Ti sei vestito per l’hockey? – No, mi sono vestito per sopravvivere.) e scoprire che tutti gli altri bambini sono stati rapiti alle loro famiglie.  Chi sarà stato? Incredibile a dirsi, un esercito di terrificanti vecchi elfi, i piccoli aiutanti di Babbo Natale, che vagano nudi in mezzo ai ghiacci alla caccia di bambini e di forni per scaldare e sciogliere l’enorme blocco di ghiaccio che contiene il demone originario, del quale scorgiamo soltanto le gigantesche corna ricurve. Il gruppo degli allevatori ne cattura uno e cerca di capire chi – o cosa – sia e, in una delle migliori scene mai viste al cinema, lo vediamo rivolgere al bambino uno sguardo talmente perfido e carico di odio che nulla avrebbe avuto da invidiare all’Anthony Hopkins di HANNIBAL.  Ed eccoli cercare di venderlo al capo degli speleologi, spacciandolo per Babbo Natale mentre si scatena la rabbia degli antichi elfi e un massacro clamoroso verso un finale sorprendente nel quale il trio di allevatori trova il modo di rifarsi, e abbondantemente, dalle perdite economiche con una trovata davvero geniale e che spiega il curioso titolo del film, appunto RARE EXPORTS… Nel complesso si tratta di un film godibilissimo, sorprendente, che ben si collega ad un altro capolavoro dell’alta Europa di cui abbiamo già parlato, THE TROLL HUNTER, con una sottile vena di humour nero che non guasta. Da non perdere.

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