LADRI DI CADAVERI (Burke & Hare)


E’ finalmente arrivata sui nostri schermi la nuova commedia di John Landis, un ben dosato mix di huomour nero, splatter, grotesque e tutto calato in una perfetta, rutilante ricostruzione storica della Edimburgo di fine Ottocento.  La storia prende lo spunto da fatti realmente accaduti quando, nell’ambito delle ricerche scientifiche, il fabbisogno di cadaveri si imponeva e i mezzi per ottenerli rasentavano decisamente l’illecito. Una scalcinata coppia di truffatori di piccolo cabotaggio, gioiosamente interpretati  da Simon Pegg e da Andy Serkis, trova il modo di sbarcare il lunario prima vendendo i corpi di persone casualmente decedute ed infine, pressati dalla smania di ottenere sempre di più e oppressi da un malavitoso che gli impone la protezione, procurandoseli decisamente freschi. Ovvero, uccidendoli.  A questo si sovrappone la disputa tra due medici, Knox (interpretato da Tom Wilkinson) e Monroe (dove i fans, che lo seguono da più di trent’anni, possono dilettarsi di un magistrale Tim “Rocky Horror” Curry)    in lotta per ottenere  il materiale necessario ai loro studi e storie parallele che sono utilissime a dare allo spettatore il senso di quegli anni, come le smanie di una attricetta (Isla Fisher)  per portare in scena un dramma shakespeariano tutto al femminile e i primi passi dell’arte della fotografia. Un senso del ritmo davvero ben orchestrato, musiche coinvolgenti e una bellissima fotografia concorrono a rendere il film una macchina perfetta. Si sarebbe potuto scadere facilmente nel gore e nello splatter, e di certo non mancano momenti sanguinolenti, ma Landis – memore di quel che riuscì a creare con il suo Lupo Mannaro Americano a Londra –  mantiene la commedia entro le righe dispensando risate, brividi, commozione a piene mani. Il film si avvale di un cast stellare e di graziosissimi camei che faranno brillare gli occhi ai cinefili, a cominciare da Sir Christopher Lee a finire con Ray Harryhausen (insuperato maestro del cinema di fantascienza girato a “passo uno”) e senza ovviamente dimenticare quel gran caratterista di David Schofield. Andy Serkis gigioneggia per tutta la durata sopravvivendo trionfalmente, come nella realtà accadde, e ottenendo per giunta il sigillo reale alla sua attività di pompe funebri. Nel complesso il film è davvero una gradita sorpresa che va al di là delle aspettative della vigilia e, tralasciando la emplicita critica sociale alla mercificazione degli esseri umani e alla insensibilità della società a fronte delle nuove scoperte della scienza medica, mostra – se mai ce ne fosse stato bisogno – la innata capacità di Landis  a mantenersi sugli ottimi livelli  che gli sono propri.

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5 risposte a LADRI DI CADAVERI (Burke & Hare)

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