CHE BELLA GIORNATA sì, ma solo per Zalone…


Dunque, questo sarebbe il film che ha surclassato i vari cinepanettoni nostrani – e sin qui ,dato il livello comune  niente da stupirsi – e che ha sorpassato persino gli incassi di Avatar? Il nuovo film di Checco Zalone, che qualcuno ha osato paragonare addirittura ad Alberto Sordi, si presenta come la solita commediola all’italiana, senza portare la minima ventata di novità in un panorama cinematografico già di per sè piatto:      un personaggio volutamente goffo che si ritrova a fare da guardia nei musei d’arte e persino al Vaticano con tutto il codazzo di luoghi comuni che tracimano da ogni fotogramma. Carabinieri ridotti a macchiette, preti faccendieri e raccomandanti, musulmani bombaroli sconfitti dalle cozze crude, terroni intenti a pranzi di ventiquattr’ore… abbiamo disperatamente tentato di trovare un solo motivo per ridere ma non c’è stato verso. Chi vorrebbe essere Zalone, il nuovo Harry Langdon? Il film non aggiunge nulla alla storia del cinema italiano, neanche a quello di Montagnani, Milian e Bombolo. Ridere? Dov’è l’ironia micidiale dei Monty Python, il senso del ritmo inafferrabile di Benny Hill, la maestà di Totò,       la mimica paradossale di Rowan Atkinson, la potenza comica e drammatica di Sordi? Tutto il film non vale cinque minuti di Walter Chiari nel suo sketch del Sarchiapone. Incomprensibile quindi il clamoroso exploit ai botteghini a meno che non si voglia cominciare ad esaminare il livello disastrosamente basso nel quale è precipitato il gusto cinefilo degli italiani. Abbiamo quello che ci meritiamo, sì, ma quanto abbiamo poco…

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4 risposte a CHE BELLA GIORNATA sì, ma solo per Zalone…

  1. Ivan's ha detto:

    Caro mio, questa è la forza della Puglia e dei Pugliesi…

  2. Antonio ha detto:

    In tanto vanno a vederlo al cinema, ma una volta che paghi non ti ridanno i soldi indietro. Non c’é modo di sapere se è piaciuto solo dagli incassi.
    Giocano a suo favore l’effetto novità e le ospitate a Zelig.

    • crenabog ha detto:

      Giusta osservazione ed è interessante notare, leggendo certi giornali, come sin troppo spesso le valutazioni della critica e del pubblico siano diametralmente diverse. I trailer a getto continuo e le comparsate televisive hanno sempre il loro effetto nell’attirare il pubblico che però di rado prima di pagare dieci euro a biglietto si informa. E non è detto che, tra le tante recensioni osannanti, quelle non concordi debbano essere errate a priori. L’informazione ha un suo valore proprio nell’essere diversificata, poi la scelta sta sempre a chi paga.

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