PAOLO POLI “Il mare”


Il geniale Poli ci offre un nuovo spettacolo, dall’11 gennaio al 6 febbraio 2011 presso il Teatro Eliseo di Roma. Si tratta di “Il mare“, tratto dalle opere di Anna Maria Ortese (1914-1998), in particolare dalla raccolta di cinque racconti “Il mare non bagna Napoli“, libro che da sempre divide i lettori tra entusiasti e rifuggenti, per il suo stile particolare, allucinato e nevrotico. Il mostrare le cose squallide e disgustose di una Napoli del dopoguerra colpisce, a volte anche troppo. Ma Poli, folletto quasi immortale del nostro teatro, ne ha ricavata una delle sue amene cavalcate tra i tic e le macchiette degli italiani , speziando il suo lavoro con canzoncine d’epoca e le scenografie bizzarre di Luzzati. I costumi di Calì guarniscono il tutto e ci si aspetta, come ogni anno, il tutto esaurito per cui prenotate con largo anticipo il vostro posto. Si sa, Poli è immenso ma non è eterno! Rischiare di perdere i suoi spettacoli è un vero peccato.  www.teatroeliseo.it  www.it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Poli

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11 risposte a PAOLO POLI “Il mare”

  1. rossella ha detto:

    adoro Paolo Poli, ma credo sia ora si ritiri, finchè lo può fare gloriosamente…spettacolo al di sotto dei precedenti…gli anni passano anche per i miti

  2. crenabog ha detto:

    condivido, almeno se penso a spettacoli grandiosi come quelli di tanti anni fa, basterebbe pensare a quella monumentale prova d’attore che fu FARFALLE dedicato a Gozzano, e agli infiniti bis a cui Poli ci aveva abituato, uno per tutti la gag del “sigaro toscano” intramontabile cavallo di battaglia tira-applausi. Oramai invece neanche pregandolo in ginocchio ci regala più un bis. Gli anni si fanno sentire, ovviamente, e ci restano bellissimi ricordi soprattutto se lo si è potuto conoscere di persona e godere delle sue micidiali battute estemporanee. Ma la grande Signora del teatro italiano credo vorrà restare sulla breccia fino all’ultimo…

  3. Pingback: 2010 in review | Crenabog's Blog

  4. gualtiero ha detto:

    deludentissimo spettacolo che fa molto rimpiangere il passato,oltretutto mi pare che i racconti della ortese mal si prestano all’abituale verve dissacrante e ironica dell’attore e poi cosa c’entrano le canzoni di nico fidenco e soci? è sempre meglio un ritiro dalle scene che un declino così evidente

  5. sandra di giacobbe ha detto:

    Ho sempre desiderato di godermi Paolo Poli al Teatro da quando, ragazzina, ammiravo le sue magnifiche esibizioni artistiche trasmesse dalla televisione.
    Finalmente ieri 28 gennaio tra le prime file all’Eliseo ho coronato questo desiderio assistendo alla sua splendida recitazione. Lei ha soddisfatto tutte le mie aspettative. Mi permetta di dirle grazie sig Poli, di dirle grazie Paolo, grazie per uno spettacolo elegante, raffinato e garbatamente divertente. Felice di averla incontrata e complimenti anche alla splendida performance degli altri attori. E ci regali ancora tante pagine di interpretazioni teatrali.
    sandra

  6. giusi ha detto:

    Ho visto ieri sera lo spettacolo e, purtroppo, mi associo ai commenti delusi. A tratti mi ha emozionato, a volte ci ha fatto sorridere, il “sigaro toscano” puntuale è arrivato a fine spettacolo.
    Io credo che l’immenso Paolo Poli sia un po’ stanco ma, da quella Gran Signora del teatro che è, forse vuole morire in scena come Molière…

    • crenabog ha detto:

      Che bello, mi fa felice sentire che finalmente ha regalato il “sigaro toscano”, un piccolo prezioso cavallo di battaglia che non manca mai di divertire il pubblico. Ho paura anche io che il Poli si sia messo in mente una bizzarria del genere, ma in fondo sarebbe proprio da lui andarsene con uno sghignazzo… E’ sempre molto mutevole, ricordo una sua “Soirèe Satie” presso un auditorium, quello del S.Leone Magno, dove a parte me e qualcun’altro c’era un pubblico di persone talmente anziane che non si sentì una risata – oltre le nostre – per tutti e due gli atti. Roba da stroncare anche il più abile dei gigioni teatrali. Ma riuscì a portare a termine il tutto graziosamente e senza arrabbiarsi, uscì, sempre elegantissimo e col papillon, e se ne tornò a casa, in via dei Banchi Vecchi, dalla Nomentana con l’autobus. Che tipo!

  7. Luciana ha detto:

    Ho visto il mare. Che dire! Paolo Poli è un grande attore e gli anni importano fino a un certo punto… bravissimo nei gesti , nel cambio continuo di vestiti , un tripudio di colori di parole, di sentimenti. Lo spettatore entra nella scena, si fa coinvolgere, bellissimo perchè è anche un uomo affascinante; ce ne fossero mille attori come lui…… :))

  8. cavalletta ha detto:

    E’ vero, lo spettacolo è un po’ diverso e il testo è un po’ più difficile e meno leggero del solito, ma bellissimo. Averne, di uomini di spettacolo che a ottant’anni suonati, invece di replicare le quattro scenette che scatenano applausi sicuri, propongono uno spettacolo colto e faticoso, facendo conoscere un’autrice così difficile e sicuramente poco nota ai più. In questo caso i bis ai quali Poli ci ha abituato sarebbero stati inopportuni, vista anche la durata e il tono della serata.
    Complimenti e grazie a tutti. Scene e costumi meravigliosi, attori splendidi e una scelta musicale come sempre perfetta.

  9. Wilhemina ha detto:

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